Yoga

Lo Yoga proposto attraverso il progetto

“Yoga senza barriere”

L’Unione Induista Italiana, in collaborazione con le scuole di yoga, propone un ciclo di incontri su tematiche legate allo yoga e alla sue potenzialità nell’affrontare la disabilità; in particolare attraverso il dialogo, l’attività fisica, il volontariato e la dimensione spirituale. Cornice degli incontri: scuole di yoga, spazi pubblici e luoghi dell’arte.

“Surya, ogni mattina risvegli il nostro corpo, riscaldi ogni membra, faciliti il dissipare delle tenebre del nostro essere.
In ogni passaggio tra una posizione e l’altra, attraverso il respiro in armonia con la posizione assunta, stimoli la riflessione di Verità rivelate attraverso gli insegnamenti dello Yoga. Ogni ciclo del Surya Namaskara è una perla per entrare in armonia con la Conoscenza, Verità Eterna ed immutabile.
Al praticante attento ad ogni insegnamento offri intuizioni che possono diventare esperienza.
Esperienza che, se scaturita in modo spontaneo e sincero, guiderà sulla Via Spirituale in modo proficuo e sicuro.”

Yoga come mezzo per superare i propri limiti

Alla nascita ho subito il trauma di non essere in grado di respirare per molto tempo. La conseguenza di questa condizione è stata quella di indossare un corpo complesso nella sua gestione. Pur avendo tutti gli organi a posto e in buona salute, compresi i polmoni, la respirazione in alcune situazioni non aveva il ritmo giusto. Il trauma avvenuto in quella manciata di minuti è stato fatale per questo corpo. Il cervello non riusciva e anche ora non riesce a gestire come si deve entrambe gambe, la mano destra e i muscoli della bocca.
Pure la respirazione in alcune situazioni non è fluida. Direi il falso se dicessi che non mi importa se non cammino con le gambe, anzi farei molti salti di gioia.
Ma, come spesso dico, non farei cambio con una persona che cammina sulle proprie gambe fisiche se diventassi indifferente verso il Divino e verso la pratica dello yoga.
Preferisco avere un corpo così ed avere la Grazia Divina che mi è stata donata.
Non importa se faccio fatica, se ho dolori muscolari. Quelli o prima o poi se ne andranno con questo corpo. Nonostante questo corpo sto vivendo una vita piena, sto viaggiando oltre le barriere. Fisiche ma sopratutto psicologiche, per lo meno cerco di farlo. Cercando di superare non solo il trauma avvenuto durante la nascita ma di realizzare quello che Dio desidera. Quando l’Unione Induista Italiana mi ha proposto di far parte del progetto: “Yoga senza barriere” ho detto: perché no. Sono felice che altri possono beneficiare di questi meravigliosi doni che sto ricevendo.

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